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Le compagnie aeree vogliono la modifica delle leggi attuali

La normativa che regola il Trasporto aereo risale all’anno 2004.

Detta normativa, precisa alle Compagnie aeree, gli importi dei risarcimenti, le distanze, e le esclusioni dalla compensazione pecuniaria.

Bruxelles ha proposto una revisione nell’anno 2013

La quale è ancora bloccata, a causa di uno scontro tra Spagna e Regno Unito, sull’aeroporto di Gibilterra.

Da un lato ci sono le compagnie aeree.

Che sostengono che l’attuale regime dei diritti dei passeggeri è troppo rigido.

Nonché troppo costoso.

In quanto obbliga a pagare da parte delle Compagnie aeree, un risarcimento di €.250,00, per i voli cancellati a corto raggio.

Per €. 400,00 per il medio raggio.

Per 600,00 per i voli a lungo raggio.

La Corte dei conti europea (CCE), ha pubblicato un rapporto, per lo scorso anno.

Rilevando che il 50 per cento delle domande presentate, presso alcune compagnie aeree, sono state gestite dalle agenzie assicurative.

Possibili Modifiche alla attuale Normativa

La proposta di riforma del 2013, proposta dalle compagnie aeree, prevede un risarcimento, dopo un ritardo di cinque ore.

E non di tre ore, secondo le norme attuali.

La relazione dei revisori dei conti, raccomandava una terza opzione, sostenuta dai gruppi per i diritti dei consumatori.

Contestata dalle compagnie aeree e dalle assicurazioni.

Ossia quella che la Commissione, adotti una compensazione automatica.

La quale riduca l’onere per i passeggeri di fare reclamo.

La Commissione, sta valutando anche questa possibilità.

Questo mese, l’associazione in difesa dei diritti dei passeggeri (APRA), il gruppo di pressione delle agenzie per i sinistri, ha intensificato la sua campagna. Contro la proposta della Commissione del 2013.

Accusando Bruxelles di piegarsi alle compagnie aeree. E di non applicare la legislazione esistente.

Ma non è solo la Commissione a spingere per il cambiamento.

L’industria europea dell’aviazione, è cambiata radicalmente dal 2004.

Nonché l’interpretazione del regolamento, è anche abbastanza confuso.

I tribunali hanno difficoltà, nel valutare quando i vettori aerei devono risarcire

La legge impone che le compagnie aeree, non sono obbligate a risarcire i passeggeri, per ritardi o cancellazioni in “circostanze straordinarie”. Ossia al di fuori del controllo delle compagnie aeree.

In molti casi, tuttavia, i tribunali europei e nazionali, hanno dovuto decidere, cosa si intende per circostanza straordinaria e cosa no.

Scioperi non annunciati (no), difetti tecnici nell’aero (no) disagi causati dagli uccelli (sì).

L’attuale legge, affermano le compagnia aeree , è “troppo dettagliata e prescrittiva.

Allo stesso tempo, troppo vaga su punti essenziali.

Le Associazioni dei consumatori e le Agenzie assicurative

La relazione dei revisori, ha rilevato: che mentre le leggi sui diritti dei passeggeri, sono abbastanza complete.

I consumatori spesso, non conoscono i loro diritti e le compagnie aeree non le indicano.

Ma la richiesta di compensazione automatica, viene respinta da entrambe.

Ossia dalle compagnie aeree e dalle agenzie di indennizzo.

Per le compagnie aeree, significherebbe ancora più pagamenti.

Per le agenzie assicurative, potrebbe compromettere il loro business.

Le compagnie aeree, insistono sul fatto che il sistema attuale sia obsoleto.

E che le associazioni dei consumatori, fanno parte del problema.

La Compagnia Ryanair, definisce queste associazioni persino dannose.

Perché portano deliberatamente ed inutilmente gli utenti, attraverso i tribunali.

I critici descrivono aggressive le campagne di marketing, da parte delle agenzie assicurative.

Con prezzi alti, a volte nascosti.

La relazione dei revisori, ha rilevato che alcune agenzie di risarcimento pretendono fino al 50% dei diritti dei passeggeri.

Nel 2017, la Commissione ha pubblicato un avviso che riportava “una serie di testimonianze di pratiche e comportamenti scorretti”

Valutiamo la possibilità che ci sia da migliorare la gestione dei rimborsi, ma questo non deve mettere a repentaglio un intero settore”.

Ha risposto l’APRA, definendo l’avviso della Commissione “piuttosto negativo” e “ingiusto”.

Le agenzie assicurative, sostengono che il loro servizio sia fondamentale per la tutela del consumatore.

E non solo per quanto riguarda il lato economico.

Ma anche perchè forniscono i dati sulle pratiche di compensazione delle compagnie aeree.

Ai sensi delle leggi vigenti, le compagnie aeree non sono obbligate a fornire tali informazioni.

Compagnie aeree e Normativa Comunitaria