E’ sempre più frequente che, una volta prenotato un biglietto aereo, ritardi o cancellazioni del volo aereo i quali causano dei disagi anche consistenti per i passeggeri, soprattutto nel caso in cui la destinazione finale sia raggiungibile solo con degli scali su altri aeroporti o coincidenze con altri voli aerei.

Proprio per far fronte a tali imprevisti, l’art. 7, par. 1 del regolamento (CE), n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 febbraio 2004, che ha abrogato il regolamento (CEE) n. 295/1991, istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, cancellazione del volo o ritardo prolungato.

In particolare, la norma dispone che in caso di ritardo di tre o più ore i passeggeri abbiano diritto ad una compensazione di euro 250 per i voli inferiori o pari a 1.500 chilometri e di 400 euro per i voli superiori a 1.500 chilometri che colleghino due Stati membri.

Il problema si complica nel caso in cui non si tratti di un volo diretto ma di un volo con una o più coincidenze che comporta un conseguente aumento del chilometraggio rispetto a quello relativo al volo diretto.

Quale chilometraggio deve essere conteggiato ai fini della compensazione?

Secondo la Corte di Giustizia UE, nella sentenza pronunciata il 7 settembre 2017, nella causa C-559/16, la compensazione dovuta ai passeggeri in caso di cancellazione del volo con coincidenza deve essere calcolata in funzione della distanza “radiale” tra gli aeroporti di partenza e di arrivo, essendo del tutto irrilevante, ai fini della compensazione, che la distanza effettivamente percorsa sia superiore alla distanza tra i due aeroporti, per effetto della coincidenza.

In particolare, secondo i giudici europei, che vi sia un volo aereo con una o più coincidenze non incide sul disagio. Infatti nella determinazione della compensazione pecuniaria prevista si deve tenere conto della distanza ortodromica che sarebbe percorsa da un volo diretto tra l’aeroporto di partenza e quello di arrivo.

“L’articolo 7, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004 (…) deve essere interpretato nel senso che la nozione di “distanza” include, in caso di collegamenti aerei con una o più coincidenze, solamente la distanza tra il luogo del primo decollo e la destinazione finale, da stabilire secondo il metodo della rotta ortodromica, e ciò a prescindere dalla distanza di volo effettivamente percorsa”.

In casi come questi potete rivolgervi a Tutela del Viaggiatore che vi assisterà nella tutela dei vostri diritti lesi per il riconoscimento di tutti i danni da voi subiti

Perdita coincidenza volo aereo

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