Come effettuare la richiesta di risarcimento per la cancellazione di un volo

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Rimborso Volo cancellato? Ecco cosa fare per ottenere un risarcimento.

TUTELA DEL VIAGGIATORE fornisce una consulenza GRATUITA per valutare, se nel caso concreto, è possibile agire per ottenere il GIUSTO RIMBORSO PER LA CANCELLAZIONE DI UN VOLO.

La Compagnia e l’Organizzatore del viaggio, provvederà al pagamento delle competenze del legale che non incideranno sul risarcimento.

Nel caso di esito negativo nessun pagamento verrà richiesto all’assistito per l’attività professionale prestata.

Rimborso volo cancellato?

A quale risarcimento hai diritto nel caso di cancellazione del volo?

– € 250,00 per tutte le tratte aeree inferiori o pari a 1500 km (più di 3 ore);

– € 400,00 per tutte le tratte aeree superiori a 1500 km e per tutte le altre tratte fra i 1500 e 3500 km (più di 3 ore);

– € 600,00 per tutte le altre tratte (più di 4 ore);

– assistenza in aeroporto (somministrazione di pasti e bevande a seconda della durata dell’attesa);

– sistemazione in albergo nel caso in cui siano necessari uno o più pernottamenti;

– trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e ritorno;

– 2 chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax oppure e-mail.

Quando non si ha diritto al rimborso per la cancellazione di un volo.

Non si ha diritto al risarcimento per volo cancellato, nel caso in cui sia stata data informazione della cancellazione, almeno 14 giorni prima della partenza.

Nel caso in cui il volo alternativo, sia in un orario prossimo a quello inizialmente previsto. Oppure la compagnia aerea, può dimostrare, che la cancellazione è dovuta a circostanze eccezionali. Le quali consistono in eventi, che esulano dal controllo delle Compagnie aeree. Come le estreme condizioni atmosferiche, gli scioperi e i disordini politici.

Mentre non sono circostanze eccezionali, i problemi tecnici dell’aeromobile, i problemi con l’aeroporto oppure l’influenza con altri voli.


Rimborso per la cancellazione di un volo.  Compensazione Pecuniaria

Il Regolamento (CE) n. 261 del 11 febbraio 2004 istituisce, come è noto, regole comuni fra gli Stati membri dell’Unione Europea, in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri Nel caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato dello stesso.

Il diritto alla compensazione pecuniaria è regolato dall’articolo 7.

Sulla base del quale i passeggeri hanno diritto a percepire un’indennità (in misura diversa a seconda della lunghezza della tratta aerea). Nel caso subiscano il negato imbarco o la cancellazione del volo per cui hanno una prenotazione. Nell’anno 2009, con la sentenza della Sezione Quarta, del 19 novembre 2009 (procedimenti riuniti nn. C-402/07 e C-432/07).

La Corte di Giustizia ha precisato che tale diritto spetta anche ai passeggeri di voli che subiscono un ritardo, pari o superiore a tre ore rispetto all’orario di arrivo originariamente previsto dal vettore aereo.

Il terzo comma dell’art. 5 del Regolamento, però, specifica che viene meno l’obbligo di pagare la compensazione pecuniaria. Se il vettore riesce a dimostrare che il disservizio lamentato dal passeggero, è dovuto a circostanze eccezionali. Le quali non si sarebbero comunque potute evitare, anche se fossero state adottate tutte le misure del caso.

Difatti, vertendosi in tema di corresponsione indennitaria. Il passeggero è esonerato dal dimostrare qualsivoglia concreto pregiudizio.

Sullo specifico punto, il terzo comma dell’art. 5 del Regolamento, prevede un’inversione dell’onere della prova rispetto alle regole ordinarie. Ponendo a carico della Compagnia aerea, l’obbligo dimostrativo del ricorrere di circostanze eccezionali, esimenti dall’obbligo di corrispondere la compensazione pecuniaria.

 

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