Guida alla preparazione dei bagagli

Il Regolamento (CE) n. 261 del 11 febbraio 2004 istituisce, come è noto, regole comuni fra gli Stati membri dell’Unione Europea in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo aereo o di ritardo del volo prolungato.
Fra le disposizioni più rilevanti a suo tempo introdotte da tale fonte normativa, emerge il diritto alla compensazione pecuniaria, disciplinato dall’art. 7. In base al quale i passeggeri hanno diritto a percepire un’indennità (in misura diversa a seconda della lunghezza della tratta aerea) in caso subiscano il negato imbarco o la cancellazione del volo per cui hanno una prenotazione.

Con la sentenza della Sezione Quarta datata 19 novembre 2009 (procedimenti riuniti nn. C-402/07 e C-432/07), la Corte di Giustizia ha precisato che tale diritto spetta anche ai passeggeri di voli che subiscono un ritardo pari o superiore a tre ore rispetto all’orario di arrivo originariamente previsto dal vettore aereo.

Il terzo comma dell’art. 5 del Regolamento, però, specifica che viene meno l’obbligo di pagare la compensazione pecuniaria, se il vettore riesce a dimostrare che il disservizio lamentato dal passeggero è dovuto a circostanze eccezionali. Le quali non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso.

Vertendo in tema di corresponsione indennitaria, il passeggero è esonerato dal dimostrare qualsivoglia concreto pregiudizio.
Infatti sullo specifico punto, il terzo comma dell’art. 5 del Regolamento, sopra richiamato, statuisce un’inversione dell’onere della prova rispetto alle regole ordinarie, ponendo a carico della Compagnia aerea l’obbligo dimostrativo del ricorrere di circostanze eccezionali, esimenti dall’obbligo di corrispondere la compensazione pecuniaria per la cancellazione o per il ritardo del volo aereo

Rimborso-Risarcimento per la cancellazione o ritardo di un volo aereo